Teatro Comunale Modena
Fondazione Teatro Comunale di Modena
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Teatro Comunale Luciano Pavarotti
<<Musica su Misura >>
   Il Comunale per i Giovani  

Domenica 29 novembre ore 16
lunedì 30 novembre ore 10


HANSEL E GRETEL
Ovvero, il farsi di un destino


Commedia fiabesca in tre quadri
Musica di Engelbert Humperdinck
Libretto di Adelheid Wette
Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893

adattamento musicale Alberto Cara
adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani

Personaggi e interpreti
Hansel Chiara Brunello, Francesca Pierpaoli
Gretel Pervin Cakar, Simona di Capua,
Mariangela Sicilia

Strega / Madre Sara Rossi, Debora Troja
Padre Stefano Cianci, Andrea Tabili
Sabbiolino Pervin Cakar, Simona di Capua, Mariangela Sicilia
Animatori Andrea Corsi, Marco Ferro, Ivan Taverniti


direttore
Giacomo Sagripanti
regia Federico Grazzini
scene e costumi Francesco Givone
luci Federico Grazzini

Nuovo allestimento a cura di As.Li.Co Associazione Lirica e Concertistica Italiana nell’ambito di ‘Opera Domani’ progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici

Opera Domani è un progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici realizzato da As.Li.Co., storica istituzione in ambito didattico e soggetto formalmente riconosciuto per la formazione del personale della scuola. L’iniziativa, nata nel 1997 e che oggi coinvolge ogni anno circa 60000 ragazzi e 2500 insegnanti di tutta Italia, ha respiro internazionale e partecipa al circuito del Réseau Européen des Services Éducatifs des maisons d'Opéra, un’associazione che riunisce i progetti educativi dei teatri d’opera d’Europa.
Opera Domani intende mettere in moto l’interesse dei ragazzi nei confronti dell’opera lirica attraverso un itinerario di formazione per gli insegnanti (riconosciuto dal Ministero della Pubblica istruzione) e una serie di attività di laboratorio che accompagnano gli studenti attraverso un percorso didattico culminante con la visione di uno spettacolo di opera lirica.
La caratteristica principale del progetto sta nella partecipazione attiva del pubblico alla rappresentazione: bambini e ragazzi infatti intervengono durante lo spettacolo, cantando dalla platea alcune pagine dell’opera ed eseguendo alcuni semplici movimenti, appositamente scelti e appresi nei mesi precedenti la rappresentazione.

L’edizione 2009 ha scelto l’opera Hansel e Gretel di Engelbert Humperdinck su libretto di Adelheid Wette, in un allestimento concepito appositamente per il pubblico di bambini e ragazzi. Una scelta che consente di improntare il percorso didattico sui temi della fiaba e di proporre un lavoro peculiare sulla musica di Humperdinck, moderna e di stampo romantico.

Compositore tedesco di estrazione tardo romantica, Engelbert Humperdinck è noto al grande pubblico grazie all’opera Hänsel und Gretel, eseguita per la prima volta il 23 dicembre 1893 a Weimar sotto la direzione di Richard Strauss e destinata a divenire un successo mondiale che dura tutt’oggi. Per l’efficacia del libretto che adatta la fiaba dei fratelli Grimm smorzando i toni più crudeli in favore dell’ambientazione fantastica, per la felice vena creativa che nutre la partitura musicale, e per la forza comunicativa del testo, il titolo occupa un posto di primo piano sia nel repertorio operistico che nella tradizione per ragazzi.

operafutura
Laboratori per un nuovo teatro musicale

Domenica 13 dicembre ore 16



DE L’OMBRE ETERNE
Rappresentazione
per voci, corpi e ombre
da L’Orfeo di Claudio Monteverdi

Regia e scene Fabrizio Montecchi
(da L’Orfeo di Claudio Monteverdi)
Disegni e sagome Nicoletta Garioni
Movimenti coreografici Walter Matteini
Costumi Corinne Lejeune
Luci Andrea Ricci
Interpreti
Silvia Beltrami, Giuseppina Bridelli,
Paolo Cauteruccio, William Corrò,
Anna Maria Sarra, Andrea Zaupa

Ensemble da Camera
della Fondazione Teatro Comunale di Modena
Marco Giovannelli sassofono (soprano, contralto e tenore)
Walter Zanetti chitarra (acustica ed elettrica)
Paolo Andreoli tastiera
Paola Herbertson violoncello
Massimo Jean Gambini contrabbasso
Daniele D’Ubaldo percussioni
Direttore Federico Sardella

Coproduzione
Teatro Gioco Vita-Teatro Stabile di Innovazione,
Fondazione Teatro Comunale di Modena,
Scuola dell’opera italiana - Teatro Comunale di Bologna

Produzione nell’ambito di opera futura
Laboratori per un nuovo teatro musicale


De l’Ombre Eterne, liberamente ispirato al mito di Orfeo e all’opera di Monteverdi, è uno spettacolo di “Operafutura”. Il progetto è iniziato nel 2008 per volontà della Regione Emilia Romagna, nato nell´ambito del Piano nazionale giovani, e guarda al nuovo pubblico e al futuro del teatro musicale stimolando un punto di incontro fra il mondo dell´opera lirica e il teatro di ricerca.
“Operafutura” coinvolge il Teatro Comunale di Ferrara, la Fondazione Teatro Comunale di Modena, I Teatri di Reggio Emilia e il Teatro Comunale di Bologna, impegnati nella coproduzione e nella realizzazione di tre diversi titoli.

Il Teatro Gioco Vita è una delle realtà nazionali più attive e prestigiose nell’ambito della produzione per ragazzi. Nato come Teatro Stabile e centro di produzione, promozione e ricerca teatrale nel campo della sperimentazione e del teatro per l’infanzia e la gioventù, il gruppo si è formato a Torino alla fine degli anni Sessanta per trasferirsi poi a Reggio Emilia quindi a Piacenza dove ha sede dal 1976. La compagnia, nata dall’esperienza dell’animazione teatrale, si è specializzata nel teatro d’ombre ed è impegnata oltre che nella produzione di spettacoli anche in attività di laboratorio con le scuole e i giovani. All’attività locale affianca una dimensione sempre più internazionale che ha portato i suoi spettacoli ad essere rappresentati oltre che in Europa, negli Stati Uniti, Brasile, Canada, Giappone, Cina, Israele e Taiwan.

Il progetto Orfeo nasce come lavoro di smontaggio e rimontaggio, drammaturgico e musicale, dell’opera di Claudio Monteverdi con l’obbiettivo di portarne in evidenza la forza espressiva dell’idea, musicale, vocale e scenica. Il nuovo spettacolo è frutto di una sintesi di brani fondamentali che corrispondono ai passaggi salienti della storia di Orfeo attraverso il susseguirsi di diversi quadri scenici. Dal punto di vista musicale l’esecuzione verrà realizzata con strumenti non legati alla tradizione antica ma alla contemporaneità (chitarra elettrica, sassofono, percussioni, batteria, etc.) e il testo sarà semplificato in modo da evidenziare il canto.

Mercoledì 13 gennaio ore 10

EVERGREEN
Ovvero Sempre Verdi


Progetto e regia Francesco Micheli
Soprano Monica Colonna
Conduzione Francesco Micheli
Pianoforte Debora Chiantella
Scene e costumi Federica Parolini
Luci Pietro Paroletti

Produzione A.T.I.R. Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca.
In collaborazione con I TEATRI di Reggio Emilia, e Accademia di Belle Arti di Brera - scuola di scenografia.


Dopo il successo di Fidelio-Off, presentato la scorsa stagione in collaborazione con i Teatri di Reggio Emilia nel contesto del progetto regionale Operafutura, MusicaSuMisura presenta un altro degli excursus teatrali dentro e fuori l’opera lirica ideato dal regista Francesco Micheli, questa volta dedicato all’opera di Giuseppe Verdi.
Lo scopo è preciso: far uscire la Sig.ra Opera dall’ovattata, lussuosa e claustrofobica dimora dove ormai ama soggiornare.
Portarla a spasso, a prendere aria, in altri luoghi, farle vedere a gente diversa, vecchi amici, parenti … che so, la letteratura, la pop music, la storia, il cinema, lo politica, il teatro… per scoprire che un tempo se la sono spassata questi qua, tutti insieme. Da questo punto di vista il nostro spettacolo è una festa che celebra l’opera verdiana; eppure per godere appieno anche di un momento festoso occorre prepararsi: due le tappe principali di tale avventura.
La conferenza. Si parte dallo specifico dell’interlocutore di tale progetto: lo studente.
Francesco Micheli, autore e regista dello spettacolo, incontra i partecipanti al lavoro fornendo gli strumenti non solo per capire gli ingredienti del melodramma romantico ottocentesco ma anche per saggiare il contributo fondamentale di Verdi alla cultura italiana. Gli inizi difficili a Milano, gli “Anni di galera”, il trionfo della Trilogia Popolare, la carriera internazionale, tappe dell’ascesa di Giuseppe Verdi sono anche metafora della nascita della nostra nazione e vengono illustrati in una narrazione che affronta l’analisi dei brani musicali e teatrali tramite i media più svariati: dal cinema alla letteratura, dalla pop music alla narrativa.

Lo spettacolo. Il nostro lavoro assomiglia molto alla navigazione in internet, sia perché allo spettatore è richiesta quella stessa partecipazione attiva che deve porgere chi si pone di fronte a un computer, sia perché il processo narrativo dello spettacolo muove per nessi analogici, esattamente come quando si saltella da un sito a un altro dentro la grande grotta di Google.

Domenica 14 febbraio ore 16

ARLECCHINO FINTO MORTO

Opera comica in due atti
Musica di Aldo Tarabella
Libretto di Valerio Valoriani
Edizione Casa Musicale Sonzogno, Milano

Personaggi e interpreti
Arlecchino Marco Voleri
Colombina Maria Elena Lorenzini
Colombella Ida Maria Turri
Professor Pirofago Alessandro Calamai
Chino Oliviero Pari

direttore Mauro Ceccanti
regia Aldo Tarabella
scene Patrizia Mugnai
costumi Stefania Battaglia

Ensemble strumentale Contempoartensemble
Produzione Compagnia Sperimentale ‘Opera Bazar’ e Associazione ‘Contempoartensemble’

In collaborazione con Società del Sandrone

Chi lo desidera può assistere allo spettacoli in maschera


Lo spettacolo ha debuttato con successo al Teatro dei Rozzi di Siena con riprese a Lucca e Firenze. L'opera, per una alternanza continua tra parti vocali e recitate e per il carattere leggero ed avvincente del libretto e della musica, è pensata per un pubblico di famiglie e per le recite scolastiche mattutine.

Su questo progetto è nata in Toscana la collaborazione artistica fra Opera Bazar e la Associazione culturale Contempoartensemble di Firenze: le due realtà in questo decennio sono divenute spontaneo punto di riferimento per tanti giovani artisti interessati al nuovo. Opera Bazar ha avuto in particolare una specificità nella formazione di giovani cantanti lirici, mentre Contempoartensemble per giovani strumentisti. I punti comuni risultano così essere molteplici tra le due realtà culturali toscane, unite dall’interesse verso il teatro musicale da camera, verso la formazione, ma nello Stesso tempo nell’identità di compagnia viaggiante, in Italia e all'estero, svolgendo una funzione di produzione e spettacolazione costanti.

Il progetto di quest’opera nasce da una commissione dell'Accademia Musicale Chigiana di Siena al compositore Aldo Tarabella. Già collaboratore, per il cinema e il teatro, di Nikita Mickalkov (Oci Ciornie), i fratelli Taviani e del coreografo Micha van Hoekhe, l’autore inizia a interessarsi alla maschera di Arlecchino al tempo della sua attività per il Piccolo Teatro di Milano e Giorgio Strehler, che di questo personaggio ha dato una delle più brillanti interpretazioni.
Valerio Valoriani, attento studioso di teatro e della commedia dell'arte, ha dedicato per l’occasione al personaggio una nuova ennesima avventura pensata in particolare per il pubblico dei ragazzi.
È sull’onda del gioco e del divertimento che si assiste infatti alla rocambolesca fuga di Arlecchino, burattino di legno inseguito da Mangiafuoco che lo ritiene oramai inutile e sorpassato per la vita del teatro moderno. Arlecchino si rifugia nel Gabinetto scientifico sperimentale del Professor Pirofago, un grande scienziato del nostro tempo. Qui trova la complicità del servo del professore, un certo Chino, segnato, come nella migliore comica, da una grossa gobba. In quanto servi, i due fraternizzano e Arlecchino viene nascosto sotto un lenzuolo, sopra un tavolo operatorio, da cui il titolo dell’opera. Attraverso imprevedibili vicissitudini Arlecchino subisce, suo malgrado, un intervento che nello stile dei canovacci della commedia dell'arte gli fa perdere la memoria. Riusciranno Pirofago e le sue assistenti, Colombina e Colombella, con vari travestimenti, a fargliela tornare?

Mercoledì 24 febbraio 2009 ore 10

MU-ROOTS
Viaggio musicale nel cuore della musica afroamericana

Musiche di Chuck Berry, Fats Domino, Duke Ellington, George Gershwin, Herbie Hancock, Jimi Hendrix,
John Lee Hooker, Mike Jagger-Keith Richards,
Horace Silver, Bobby Troupe, Muddy Waters
Liriche di Amiri Baraka/LeRoi Jones, Jimi Hendrix, Martin Matz, Bob Kaufmann

a cura di Marco Maria Tosolini
con la partecipazione di The Dukes of Rhythm Duo:
James Thompson voce, sax, armonica, flauto
Stefano Franco piano, voce, charleston
voce recitante e musiche originali Paolo Antonio Simioni
immagini e video composizioni Antonio Della Marina

Produzione Boogie Bite Corporation e AuraLexis


Mu-Roots è una lezione concerto che perlustra la storia e il senso inafferrabile del jazz inteso come espressione della vasta cultura afroamericana. Il progetto è a cura di Marco Maria Tosolini, musicista e docente di storia ed estetica musicale al Conservatorio Tartini di Trieste
Grazie all’immediatezza del mezzo visivo preparato, utilizzando immagini storiche, da Antonio Della Marina che accompagna il suggestivo racconto di Paolo Antonio Simioni, il viaggio farà conoscere luoghi, volti e situazioni della storia di questa musica, nonché momenti di altissima poesia tratta spesso da autori di colore poco noti al grande pubblico.
Volutamente acustica la dimensione di Mu-Roots è una discesa agli inferinella bellezza della black music, con il cuore pulsante del blues e l’energia inarrestabile dei ritmi della grande madre Africa.

 
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