Opera

SERSE

Georg Friedrich Händel

giovedì 04 Aprile 2019 20:00
domenica 07 Aprile 2019 15:30


Dramma per musica in tre atti HWV 40
Libretto anonimo da Xerse di Nicolò Minato
adattato da Silvio Stampiglia

Personaggi e interpreti
Serse Arianna Vendittelli
Arsamene Marina De Liso
Amastre Delphine Galou
Romilda Monica Piccinini
Atalanta Francesca Aspromonte
Ariodate Luigi De Donato
Elviro Biagio Pizzuti

Direttore al clavicembalo Ottavio Dantone
Regia Gabriele Vacis
Scene, costumi e luci Roberto Tarasco
Aiuto regista Danilo Rubeca

 

Orchestra: Accademia Bizantina

Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
Fondazione Teatro Comunale di Modena
Fondazione Teatri di Piacenza
Fondazione Ravenna Manifestazioni
NUOVO ALLESTIMENTO

 

La stagione del Teatro Comunale ritorna, dopo il Giulio Cesare di Händel del 2011, all’opera barocca con uno dei titoli più importanti dello stesso autore. Lo spettacolo, che debutterà al Valli di Reggio Emilia in coproduzione con Modena e Piacenza, è realizzato nella parte musicale da Ottavio Dantone e dalla sua Accademia Bizantina, complesso ormai storico e fra i più noti a livello internazionale per l’esecuzione di musica antica con prassi originale. Nella parte visiva l’opera è firmata da Gabriele Vacis, fondatore nel 1982 del Teatro Settimo di Torino le cui esperienze, oltre che nell’opera lirica, hanno spaziato nel teatro di narrazione (Racconto del Vajont, con Marco Paolini). Arianna Vendittelli, nel ruolo en travesti del titolo, è un’interprete specializzata nel repertorio barocco, vincitrice nel 2017 del secondo premio al concorso Händel di Londra e in cartellone all’Internationale Händel-Festspiele di Göttingen (maggio 2018), al Festival International d'Opéra Baroque de Beaune (luglio 2018) e già ospite dell’Opéra Royal de Versailles in Giasone di Francesco Cavalli.

Argomento
Il soggetto è liberamente tratto da alcuni aneddoti delle Storie di Erodoto. La vicenda si svolge presso lo stretto dei Dardanelli, durante la guerra dei Persiani contro gli Ateniesi, e ruota attorno a un doppio intreccio amoroso con al centro la bella Romilda. Di lei sono innamorati Serse e suo fratello Arsamene.


Il regista ha pensato alla messinscena del "Serse" articolata su tre piani: orchestra, sollevata dal piano platea e quindi maggiormente visibile, cantanti in proscenio e sul palcoscenico uno schermo su cui si proiettano immagini e una trentina di ragazzi e ragazze, che creano una una sorta di “scenografia vivente”: il loro coinvolgimento parte dalla partecipazione a un percorso laboratoriale basato sulla "Schiera", una tecnica di formazione e di allenamento dell'attore, fondata dallo stesso Vacis. Con l’aiuto ideale di Händel, i ragazzi esplorano i rapporti tra gli uomini e le donne, gli individui e la società, gli esseri umani e la natura.

Negli esercizi della schiera, - spiega lo stesso Vacis -  "ci sono elementi che vengono dallo yoga, dalla meditazione, dalla bioenergetica di Alexander Lowen; c’è un po’ di tutto, inteso come distillazione di percorsi, che passano attraverso e soprattutto le pratiche dei maestri del Novecento da Stanislawskij a Grotowski, del cui lavoro, in qualche modo, siamo gli eredi. Quello che facciamo è far diventare spettacolo proprio questo. Questa non è preparazione allo spettacolo. I ragazzi non sanno esattamente quello che faranno quella sera, c’è un margine di improvvisazione molto ampio dentro alla schiera, che pone regole molto precise e rigorose a cui i ragazzi devono attenersi. E queste regole servono proprio a far scattare la loro creatività. La schiera è uno stormo di storni. Avete presente quelle nuvole animali che creano forme del cielo? Ecco, quello. È qualcosa di molto leggero e di molto esatto. È la traduzione in teatro delle “Lezioni americane” di Italo Calvino, almeno di quella sulla Leggerezza e di quella sull’Esattezza.  Gli attori si muovono secondo gli stessi criteri di relazione interna con cui si muovono le nuvole di storni. Sono “natura” allo stato nascente, un po’ come i personaggi del Serse di Händel.


Fotogallery



Ad aprire la nuova stagione lirica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena venerdì 11 e domenica 13 ottobre 2019 sarà La bohème, in un nuovo spettacolo prodotto dal teatro modenese in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Pergolesi Spontini e, per il solo allestimento scenico, con l’Opéra de Marseille. Il titolo viene presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti nel contesto di Modena Città del Belcanto e inaugura un nuovo progetto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto. È proprio con il capolavoro pucciniano che Pavarotti cantò infatti il suo primo ruolo, a Reggio Emilia nel 1961. La regia è firmata da Leo Nucci, vera e propria star del mondo della lirica, interprete accanto a Pavarotti di grandi successi e storiche esecuzioni. Al teatro di Modena, dove nel 2017 ha festeggiato i cinquant’anni di carriera, Leo Nucci è stato apprezzato per la regia de L’amico Fritz a gennaio 2016. Nel ruolo del tenorissimo canterà Matteo Desole, uno dei giovani formati a Modena da Raina Kabaivanska prima di calcare palcoscenici di prestigio come La Scala di Milano e il Teatro La Fenice di Venezia. La direzione musicale è affidata ad Aldo Sisillo.

Saranno ben tre i titoli pucciniani nel cartellone che proseguirà, sempre in ottobre (25, 27 e 29), con Tosca in un nuovo spettacolo in coproduzione con la Fondazione Teatri di Piacenza e il Teatro Regio di Parma dove ha debuttato con successo lo scorso aprile. L’allestimento è stato ideato da Alberto Fassini nel 1998 e ripreso da Joseph Franconi Lee con le scene e i bellissimi costumi d'epoca di William Orlandi e luci di Roberto Venturi. Nel cast si ascolterà Ainhoa Arteta, che ha già cantato il ruolo del titolo nel 2018 al Teatro San Carlo di Napoli. Sul podio, Matteo Beltrami.

Il 27, il 29 novembre e il 1° dicembre, l’appuntamento sarà con Rigoletto, uno dei titoli più amati del grande repertorio presentato in una nuova coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara e il Teatro del Giglio.  L’allestimento è curato dal teatro di Modena per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale recentemente applaudito al Teatro Colòn di Buenos Aires e al Teatro Regio di Torino. Nel ruolo del titolo canterà il baritono Marco Caria, uno degli allievi di Mirella Freni che si sta affermando in teatri come La Fenice di Venezia, la Staatsoper di Vienna e la Deutsche Oper di Berlino. La bacchetta è affidata a David Crescenzi.

Il 15 dicembre andrà in scena La Notte di Natale, nuovo titolo fuori abbonamento commissionato e prodotto dal Teatro dell’Opera Giocosa di Savona in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena. L’opera è liberamente ispirata all’omonima novella di Nikolai Gogol. La storia, ambientata fra i nostri giorni e la San Pietroburgo del XIX secolo, mette in contrapposizione i sentimenti positivi del Natale con il degrado della sua versione commerciale. Compositore di prestigio nazionale, Alberto Cara ha scritto nel 2007 la fiaba musicale Il colore di cenerentola su commissione del Teatro Regio di Torino e del Teatro Comunale di Bologna e ha una lunga esperienza come arrangiatore e orchestratore per As.Li.Co. di titoli operistici nella riduzione per bambini prevista dal progetto Opera domani. Stefano Simone Pintor, già librettista residente del Teatro dell'Opera di Roma, è regista e autore del testo mentre la direzione musicale è affidata a Diego Ceretta.

La stagione ritorna sulle orme di Giuseppe Verdi nel nuovo anno, il 14 e 16 febbraio, con Falstaff, il capolavoro comico del compositore bussetano assente da vent’anni dal palcoscenico modenese. Il ruolo del titolo sarà interpretato da Luca Salsi, baritono parmigiano al culmine di una brillante carriera che lo vede ormai di casa al Metropolitan di New York come alla Scala di Milano. L’allestimento nasce a Piacenza in coproduzione con Modena e Reggio Emilia; firma la regia Leonardo Lidi con la direzione musicale di Jordi Bernàcer.

Il terzo appuntamento con Giacomo Puccini arriverà a marzo e vedrà il ritorno di uno degli allestimenti più apprezzati del Teatro Comunale di Modena, già ripreso da altri teatri in Italia e all’estero. Si tratta di una Turandot firmata da Giuseppe Frigeni nel 2003, ispirata nelle sue linee forti ed essenziali alle leggi estetiche e filosofiche che sottendono alla tradizione culturale cinese, dove è ambientata la vicenda. France Dariz canterà il ruolo del titolo nel quale ha debuttato nel 2017 al Macerata Opera Festival e che riprenderà nel 2019 al festival Puccini di Torre del Lago. La produzione partirà questa volta dal Teatro Regio di Parma in coproduzione con Modena e Piacenza. La bacchetta è affidata a Valerio Galli, direttore che si è dedicato con particolare dedizione al repertorio pucciniano, regolare ospite del festival di Torre del Lago e vincitore del 42° Premio Puccini alla carriera.

Il 3 e il 5 aprile andrà in scena Pelléas et Mélisande, uno dei grandi capolavori del repertorio francese. Unico titolo operistico nel catalogo di Claude Debussy, scritto nel 1902 per l’Opéra Comique di Parigi, è intriso del misterioso simbolismo francese di quegli anni e pervaso dal sublime sinfonismo del compositore de La Mèr. La produzione dello spettacolo, insieme a Modena e Piacenza, partirà da Parma per la direzione musicale di Marco Angius e in un nuovo allestimento firmato da Renaud Doucet.

Il cartellone si chiuderà l’8 e il 10 maggio 2020 con Crossopera, nuovo titolo presentato a fianco del Landestheater di Linz e del Serbian National Theatre di Novi Sad. La coproduzione internazionale, guidata dal teatro modenese, è risultata vincitrice del prestigioso bando della commissione europea Creative Europe 2018 e vivrà dello scambio di musicisti, cantanti e artisti che viaggeranno fra i tre teatri. L’opera ha per oggetto l’integrazione culturale al cui tema, sotto il titolo di “Fear and discovery”, paura e scoperta, hanno reagito in diversa maniera tre compositori che firmeranno i corrispettivi atti dell’opera: Luigi Cinque per l’Italia, Valentin Ruckebier per l’Austria e Jasmina Mitrusic per la Serbia. La regia è affidata a Gregor Horres e la direzione musicale a Mikica Jevtic.

Come di consueto, tutti i titoli in cartellone saranno preceduti da incontri di presentazione al pubblico che ospiteranno studiosi a giornalisti di prestigio nazionale. La rassegna, dal titolo Invito all’opera, è presentata come sempre in collaborazione con l’associazione Amici dei Teatri Modenesi e si terrà nel Ridotto del Teatro.

ABBONAMENTI

Turno A e Turno B  6 spettacoli (da 122€ a 290€)

ACQUISTO ABBONAMENTI
Abbonati alla Stagione precedente: da sabato 7 settembre a venerdì 20 settembre

per gli abbonati alla stagione precedente che intendono confermare il loro posto;
sabato 21 e lunedì 23 settembre per gli abbonati alla stagione precedente che desiderano
cambiare posto e/o turno;
Nuovi abbonati: da martedì 24 settembre

ACQUISTO BIGLIETTI
La Bohème
da sabato 7 a lunedì 23 settembre gli abbonati della scorsa stagione che confermano l'abbonamento alla stagione Lirica 2019/20 potranno acquistare un biglietto scegliendo data e posto, secondo disponibilità.

La notte di Natale
da sabato 7 a lunedì 30 settembre priorità nell'acquisto dei biglietti per gli abbonati alla stagione 2019/20

da martedì 1 ottobre sono in vendita i biglietti per tutti gli spettacoli della stagione Opera 2019/20

 

PRELAZIONE DA SABATO 7 SETTEMBRE

NUOVI ABBONAMENTI DA MARTEDì 24 SETTEMBRE

ALTRE INFORMAZIONI ABBONAMENTI

IN VENDITA DA MARTEDì 24 SETTEMBRE


IN VENDITA DA MARTEDì 1 OTTOBRE

TOSCA
RIGOLETTO
FALSTAFF
TURANDOT
PELLEAS ET MELISANDE

CROSSOPERA

LA NOTTE DI NATALE

ACQUISTO ONLINE: ACCEDI

ALTRE INFORMAZIONI BIGLIETTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta un cartellone lungo l’intera stagione autunnale e primaverile e che spazia dai titoli del repertorio antico, al musical, al teatro musicale contemporaneo commissionando ogni anno, caso forse unico fra i teatri nazionali, un nuovo titolo ad autore italiano. Punto centrale della stagione resta il grande repertorio del melodramma italiano ottocentesco.

In questi anni la Fondazione ha indirizzato le sue linee progettuali verso l’innovazione e la diversificazione della programmazione artistica, con un arricchimento dell’offerta culturale tale da attrarre fasce diverse di pubblico, oltre a garantire continuità nel produrre eventi di alta qualità artistica nell’ambito del repertorio tradizionale. La qualità della produzione è stata riconosciuta tra l’altro - oltre che dal successo internazionale ottenuto dalle incisioni del Trittico pucciniano per la TDK-Rai Trade e dal Flauto Magico diretto da Claudio Abbado per la Deutsche Grammophon - dall’assegnazione del Premio Abbiati 2008 per la coproduzione del Fidelio di Beethoven diretto dal Maestro Claudio Abbado. Inoltre è stato conferito il Premio Abbiati come miglior cantante per il 2008 al baritono Vito Prianti quale interprete del Motezuma di Vivaldi, rappresentato al Comunale nel marzo del 2008. Diverse registrazioni radiofoniche (Radio Tre suite, per alcune nuove produzioni del Teatro) e televisive (Sky Classica, nel caso dell’opera commissionata a Carlo Boccadoro Cappuccetto Rosso) attestano altresì l’interesse nazionale per le produzioni del Teatro Comunale di Modena.

 

Il Teatro mantiene intensi rapporti di coproduzione con la Fondazione Lirica bolognese e gli altri Teatri di Tradizione della Regione e nazionali, nonché di collaborazione con le scuole di canto guidate a Modena da Mirella Freni e Raina Kabaivanska con le quali nell’ultimo biennio ha messo in scena con successo unanime La Bohème e Le Nozze di Figaro.

Significativo è inoltre lo sforzo di offrire al pubblico della città titoli assenti da più di trent’anni o addirittura mai rappresentati, come Peter Grimes di Britten, Arianna a Nasso di Strauss e La Gioconda di Ponchielli, l’Orfeo ed Euridice di Gluck, Il Trittico di Puccini, Iris di Mascagni, Motezuma di Vivaldi, Fidelio di Beethoven, Partenope di Händel, I due Foscari di Verdi, Elektra di Strauss, Cavalleria Rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, Il prigioniero di Dallapiccola, Giulio Cesare di Händel, Romeo et Juliette di Gounod e Don Carlodi Giuseppe Verdi.

La stagione trascorsa e quella prossima vedono il Teatro impegnato nella celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, di cui sono state fino ad ora rappresentate due nuove produzioni del Don Carlo e di Otello.

I dettagli delle scorse stagioni sono consultabili nella sezione archivio di questo sito.