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Unico dramma musicale portato a compimento da Claude Debussy, rappresentato nel 1902, Pelléas e Mélisande ha segnato l’apertura del nuovo secolo e inaugurava, con un profondo mutamento di stile e di linguaggio, il teatro lirico del Novecento. Per poter pervenire a un modello d’opera così nuovo e rivoluzionario, l’autore dovette lavorarvi per ben dieci anni, a partire dal suo primo incontro col dramma in prosa di Maurice Maeterlinck, alfiere del simbolismo letterario. Raramente rappresentata, l’opera si vede a Modena una produzione nata al Teatro Regio di Parma e andata in onda per Rai Cultura su Rai 5. Regia, scene e i costumi sono firmate dal del team creativo franco-canadese Barbe & Doucet che concepiscono un allestimento circolare, che si ispira allo Spiritismo tardo ottocentesco, in cui i personaggi sono immersi in un limbo, tra elementi scenici naturali, boschivi e acquatici, marmi che evocano cimiteri monumentali, isole semoventi, pannelli e fondali in continuo movimento. Una realtà a cavallo tra diversi mondi, da cui non sembra esser possibile sfuggire, dove ciascun elemento ha un significato simbolico. La parte musicale dello spettacolo è affidata a Marco Angius, direttore di riferimento internazionale per il repertorio musicale contemporaneo.

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CLAUDE DEBUSSY

PELLÉAS ET MÉLISANDE
Dramma lirico in cinque atti e dodici quadri
su libretto di Maurice Maeterlinck
Mélisande Karen Vourc'h
Pelléas Phillip Addis
Golaud Michael Bachtadze
Arkël Vincent Le Texier
Geneviève Enkelejda Shkoza
Yniold Silvia Frigato
Un medico, un pastore Roberto Lorenzi
Maestro concertatore e direttore Marco Angius
Regia, scene e costumi Barbe & Doucet
Luci Guy Simard
Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini
Coro del Teatro Regio di Parma
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Coproduzione Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena
Allestimento Fondazione Teatro Regio di Parma

INVITO ALL'OPERA
In collaborazione con Amici dei Teatri Modenesi
Ridotto del Teatro Via Goldoni 1 Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Giovedì 19 gennaio ore 18
Incontro con Alberto Mattioli